Salte a conteúdo principal

Hitachi

Social Innovation

Il futuro delle auto senza conducente in Europa

La tecnologia driverless progredisce alla velocità della luce: cosa ci riserverà il futuro? Lo abbiamo chiesto al Direttore dell’Automotive and Industry Lab di Hitachi Europe

“Nel 2035 in Europa veicoli senza conducente saranno più del 25%”

Secondo le previsioni di oggi, nei prossimi anni, sulle strade di tutto il mondo ci saranno ben 10 milioni di auto completamente driverless. Numeri importanti per una tecnologia che cresce a macchia d’olio e più rapidamente delle aspettative. Capire il futuro delle auto senza conducente non è facile. Per questo, ne abbiamo parlato con Massimiliano Lenardi, Innovation Manager dell’ Automotive and Industry Laboratory di Hitachi Europe.

Massimiliano, i governi e le forze dell’ordine sono pronti per l’arrivo delle auto senza conducente?

“I governi di tutto il mondo stanno discutendo sulle normative da attuare per consentire la presenza nelle nostre città dei veicoli senza conducente e il dibattito in genere è a un bivio: meglio modificare le regole esistenti o crearne di nuove? I legislatori devono anche prendere in considerazione i problemi di sicurezza informatica, oltre alla fase di transizione in cui circoleranno sia veicoli non-automatici che quelli completamente automatici. Il Regno Unito è al momento un riferimento, perché il Governo britannico sta già pianificando di adattare le proprie leggi per facilitare lo sviluppo della tecnologia driverless. Inoltre, ha in programma di intraprendere anche una modifica del diritto internazionale che regolamenti i veicoli autonomi”.

Quali cambiamenti devono apportare le città per integrare la tecnologia delle auto senza conducente nella propria rete di trasporto?

“Entro il 2020 si prevedono più di 25 miliardi di dispositivi connessi a livello globale, con l’IoT (Internet of Things - Internet delle cose) che avrà un impatto enorme anche sulle reti di trasporto su strada. La comunicazione veicolo-veicolo e veicolo-infrastruttura permetterà alle automobili senza conducente di sfruttare i dati in tempo reale, rendendo la mobilità per i residenti in città molto più piacevole. Inoltre, sembra probabile che la maggior parte delle future auto senza conducente sarà costituita da veicoli completamente elettrici (FEV). Le città avranno, quindi, bisogno di incrementare gli investimenti nelle infrastrutture di ricarica per supportare la crescente quota di veicoli elettrici automatizzati e non automatizzati”.

Che cosa comporta lo sviluppo della tecnologia delle auto senza conducente per il futuro dei proprietari di automobili?

“Per molti anni ancora, a mio parere, alcune persone avranno ancora il desiderio di possedere un veicolo e di godersi la guida come un hobby, e solo in alcune situazioni quegli automobilisti vorranno ‘premere il tasto’ e rilassarsi mentre raggiungono la propria destinazione. Tuttavia, il numero di chi userà le macchine è destinato ad aumentare molto rispetto a quello dei proprietari diretti di auto. Il che potrebbe significare che gli acquirenti dei veicoli senza conducente potranno diventare i principali clienti dei produttori di apparecchiature originali (OEM) nei Paesi sviluppati. Invece, nel caso dei Paesi emergenti, la maggior parte dei veicoli [CC1] continuerà a seguire lo schema classico della proprietà e crescerà più delle flotte senza conducente”

La raccolta dei dati ha molti vantaggi e può migliorare le caratteristiche e le funzionalità delle auto senza conducente, ma solo se viene condivisa in tutto il settore. Come pensi che possa essere incoraggiata la condivisione dei dati?

“La maggior parte delle case automobilistiche vorrebbe ricevere più dati dai veicoli. Ciò consentirebbe loro di migliorare la produzione di futuri modelli e optional, per eseguire la manutenzione predittiva e per attivare servizi finanziari avanzati da aggiungere alla semplice vendita delle vetture stesse. Ogni giorno, ogni ora, i veicoli generano una grande massa di dati che viene raccolta durante il check-up, ma se le concessionarie e le officine non condividono i dati con i produttori e i loro fornitori il sistema si blocca. Vi è quindi la possibilità, per le aziende tecnologiche come Hitachi, di proporsi non solo come fornitrici di componenti per i produttori di veicoli, ma anche come fornitrici IT di valore aggiunto nei servizi di raccolta e analisi delle informazioni provenienti dai veicoli agli OEM e ai fornitori”.

Come si concilia la tecnologia con situazioni che, al giorno d’oggi, implicano decisioni basate sull’educazione dell’individuo? Ad esempio, fermarsi per permettere ai pedoni di attraversare la strada o ad altri veicoli di liberare un incrocio?

“I robot, in generale, seguono precisamente e rigorosamente le regole stabilite. Ma l’intelligenza artificiale (AI) e le tecniche di apprendimento automatico permettono di insegnare ai robot situazioni particolari, che rendono flessibile il loro comportamento. L’AI avrà quindi il compito di ‘umanizzare o naturalizzare’ le azioni e le manovre dei veicoli autonomi”.

Come sarà il trasporto in Europa tra 20 anni?

“Credo che nel 2035 il tasso di penetrazione in Europa dei veicoli completamente senza conducente sarà superiore al 25%. Ci saranno ancora tante auto guidate manualmente, con numerose nuove caratteristiche o funzioni automatiche, ma non completamente autonome. Parallelamente, vedo molta più interazione tra le diverse modalità di trasporto, con quello ferroviario a giocare ancora un ruolo determinante per collegare le città, e potremmo anche aver bisogno di meno trasporto pubblico su strada (autobus, tram ecc.), grazie all’ascesa di servizi quali RoboTaxi

Quando prevedi la commercializzazione delle prime auto senza conducente in Europa?

“La mia opinione è diversa da quella della Business Intelligence, perché io credo che i veicoli completamente ‘autonomi e cooperativi’ per le città non saranno disponibili sul mercato prima del 2025. Ritengo che in Europa i primi veicoli completamente senza conducente saranno, probabilmente, camion operanti sulle autostrade tra hub periferici delle grandi città e questi potranno essere disponibili sul mercato anche prima del 2025. Per quanto riguarda i veicoli in generale, ovviamente, quelli altamente automatizzati (quindi non del tutto autonomi) compariranno molto presto, anche nel 2020, e nel corso del prossimo decennio saranno disponibili sempre più funzioni”