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Hitachi

Social Innovation

La tecnologia, l’arma nascosta nella lotta contro il crimine

La tecnologia come sta contrastando segretamente la criminalità al posto nostro?

Nonostante i nostri sforzi per rendere la società quanto più sicura possibile, la criminalità è ancora assai diffusa.

Ma se Superman non può venire in nostro soccorso, chi altro è in grado di aiutarci? O meglio, che cosa?

La risposta è la tecnologia, la nostra arma nascosta. Gli sviluppi nell’intelligenza artificiale e nell’apprendimento automatico implicano un ruolo sempre più importante della tecnologia nel far rispettare la legge. E per la somma gioia di chi è stato vittima di reati, la tecnologia sta compiendo un ulteriore passo avanti, contribuendo a prevedere i crimini ed evitare che abbiano il tempo di verificarsi.



I paesi del mondo si trovano in tappe diverse per quanto riguarda l’attuazione di questo tipo di tecnologia; Dubai , per esempio, sta andando a tutta velocità, avendo già introdotto il primo funzionario di polizia robotico. Il pubblico, mediante il touchscreen integrato del robot, può denunciare reati e persino pagare multe. Entro il 2050, Dubai punta a dotarsi di forze di polizia costituite per il 25% da funzionari di polizia robotici. I poliziotti in carne ed ossa di Dubai, comunque, non hanno nulla da temere: l’iniziativa mira a rimpolpare le forze e non a sostituirle!

L’era dell’IoT ci consente di contrastare e prevenire la criminalità come mai prima d’ora. La condivisione di dati provenienti da molteplici fonti tra diversi settori industriali sta fornendo elementi senza precedenti per quanto riguarda l’individuazione delle aree nelle quali è più probabile che vengano commessi reati. Il software predittivo dei reati prodotto da Hitachi, ad esempio, utilizza l’intelligenza artificiale per passare rapidamente al setaccio enormi quantità di dati provenienti da una moltitudine di fonti un tempo inimmaginabili, come telecamere a circuito chiuso, mappe di trasporto pubblico, previsioni del tempo e persino aggiornamenti dei social media. Successivamente è in grado di individuare, in una data zona, i luoghi in cui è più probabile che verranno commessi reati. Ciò che rende unica questa tecnologia è l’aspetto relativo all’apprendimento automatico, ovvero che il calcolo delle previsioni è di responsabilità esclusiva dei dati. Si confuta così qualsiasi preconcetto umano rispetto a quali siano le informazioni più importanti per prevedere e prevenire i crimini. A partire da questi dati e previsioni, vengono poi create delle mappe delle zone calde che localizzano i punti più interessati dalla criminalità nelle città, consentendo lo schieramento di risorse per la prevenzione dei crimini, piuttosto che adottare un mero approccio reattivo nella lotta contro il crimine.

Alcune forze di polizia stanno persino utilizzando le tecnologie di IA per valutare la potenziale minaccia per la società di un sospetto arrestato e l’eventuale necessità di tenerlo sotto custodia o di rilasciarlo dietro cauzione. I funzionari di polizia a Durham , per prendere tali decisioni, sono pronti a utilizzare una tecnologia supportata dall’IA nota come strumento di Valutazione del rischio di danno (Harm Assessment Risk). Questo strumento è stato elaborato in modo da decidere in base ai dati raccolti dal Durham Constabulary dal 2008 al 2012, nonché al sesso e al codice postale di residenza del sospetto. Il sistema è stato poi collaudato per due anni e, in merito a sospetti a basso rischio, ha fornito previsioni corrette nel 98% dei casi. Ovviamente, come per la maggior parte delle tecnologie ancora in via di sviluppo, anche questa viene impiegata con prudenza. Attualmente, è programmata per sbagliare per eccesso di precauzione, in modo da evitare il rilascio di sospetti potenzialmente pericolosi.

Ma come agire nel caso in cui un crimine sia già stato commesso e la polizia abbia bisogno di rivedere la scena del crimine più volte, tante quante le indagini lo richiedano? La risposta sono gli scanner laser a 3D, che consentono una precisa mappatura della scena del crimine a distanza. La tecnologia laser a 3D è in grado di misurare le dimensioni della scena del crimine a una velocità che può raggiungere le decine di migliaia di punti al secondo, per poi utilizzare questi dati per creare un modello 3D della scena stessa. Successivamente, il laser, che ha catturato anche i colori dalle foto digitali, se ne serve per trasformare il modello in un modello 3D fotorealistico. Ciò consente alla polizia di esaminare la scena del crimine a piacere, senza doverla presenziare fisicamente. Le forze di polizia della West Midlands Police , nel Regno Unito, sono i pionieri di questa tecnologia, che consente loro di continuare ad indagare virtualmente e a riesaminare la scena del crimine anche in seguito all’effettivo sgombero.

Anche i veicoli autonomi sembrano destinati ad assumere un ruolo importante nella lotta contro il crimine. Alcuni potrebbero persino essere in grado di rilevare la presenza di bombe all’interno delle automobili. Nonostante non possa considerarsi la funzione principale del brevetto interno ad alta tecnologia della Ford, il suo sistema potrebbe disporre di una telecamera capace di scattare fotografie di oggetti sospetti e di agire di conseguenza, ad esempio dirigendosi verso una stazione di polizia per consentire un’indagine a riguardo. Anche se queste tecnologie sono ancora interamente in fase di sviluppo, ci dimostrano come le tecnologie intelligenti possano sostenere la polizia fungendo da occhi e orecchie supplementari.

Questa tecnologia, sia mediante l’impiego di funzionari di polizia robotici sulle strade o l’individuazione di probabili punti caldi della criminalità al fine di prevenirla, sta sostenendo le nostre forze dell’ordine e contribuisce a tenerci alla larga dai pericoli. In un contesto in cui si parla dell’imminente rivoluzione robotica e di come un giorno l’IA ci dominerà, è importante ricordare che i progressi della tecnologia stanno contribuendo a rendere il mondo un luogo più sicuro.