Salte a conteúdo principal

Hitachi

Social Innovation

La vita segreta dei contanti

Il radicarsi, nella nostra vita quotidiana, dei pagamenti tramite carta di credito o tramite telefono, potrebbe darci la sensazione che i contanti stiano scomparendo. Tuttavia, i vari governi stanno stampando più soldi che mai. A cosa è dovuto? E cos'altro non sappiamo sulle banconote che guadagniamo così duramente?

La maggior parte di noi usa i contanti sempre di meno, tuttavia se ne stanno stampando più che mai.

È un settore che sta ancora sperimentando l'innovazione in relazione alla gestione e alla distribuzione dei contanti, i quali hanno ancora un grande ruolo da svolgere nella società.

Prendiamo in considerazione le prime cinque cose che potremmo non sapere sulle banconote che guadagniamo così duramente:

1. Le banconote hanno una vita utile

Potremmo non pensarci quando vediamo una banconota sgualcita da dieci sterline, ma le vecchie banconote vengono regolarmente distrutte quando sono troppo consumate dall'uso o quando non hanno più corso legale. Circa 830 milioni di banconote, per un valore di circa 11,4 miliardi di sterline, vengono distrutte ogni anno nel Regno Unito. La storia ci insegna che le banconote da £5 sono state quelle con una vita utile più breve a causa del loro facile danneggiamento, per cui sono state ritirate dalla circolazione dopo solo un anno, mentre le banconote da £50 hanno una vita utile superiore ai cinque anni. Ciò ha sicuramente determinato la recente transizione verso le banconote in polimero!

2. I contanti possono esser trasformati

In passato, le vecchie banconote venivano ridotte in poltiglia, compresse in mattoni e inviate ad un inceneritore ufficiale del governo dove venivano bruciate insieme al tabacco di contrabbando sequestrato dal fisco britannico (HM Revenue & Customs). L'energia così generata veniva utilizzata per riscaldare la Banca d'Inghilterra. Dal 2011, le vecchie banconote vengono riciclate mediante un trattamento di compostaggio e trasformate in un ammendante agricolo. Ma per le nuove banconote in polimero, che sono entrate in circolazione nel settembre 2016, è previsto un procedimento diverso. Queste verranno convertite in granulato per poi essere rimodellate in nuovi oggetti di plastica, come ad esempio vasi per le piante.

3. Stiamo stampando più soldi che mai

Nonostante l'enorme utilizzo di carte di credito e di smartphone per effettuare pagamenti, stiamo stampando più soldi che mai. Nel 1976, c'erano in circolazione pressappoco 80 miliardi di carta moneta statunitense. Oggi, ce ne sono in circolazione circa 1.500 miliardi , quasi 20 volte di più, una somma enorme anche prendendo in considerazione l'inflazione.

Nonostante questo enorme aumento, ci vuole un po'per stare al passo con l'intrattenimento: ogni anno vengono stampati più soldi del Monopoli rispetto al denaro reale.

4. La maggior parte dei bancomat non sono così intelligenti come crediamo

Da quando sono stati inventati nel 1967, i bancomat sono cambiati ben poco. Le banche continuano a spendere un sacco di soldi per mantenere due bancomat separati: uno per ricevere depositi e l'altro per distribuire denaro. Questo perché il denaro depositato, prima che possa essere messo di nuovo in circolazione, deve essere necessariamente raccolto e controllato per problemi di contraffazione. Anche se le banconote false costituiscono solo una piccola percentuale - lo 0,0075%  nel 2015 - nella prima metà del 2016 la Banca d'Inghilterra ha tolto dalla circolazione circa 152.000 banconote contraffatte per un valore nominale di 3,3 milioni di sterline.

Per semplificare il processo di depositi e prelievi, la società austriaca KEBA è entrata in partnership con Hitachi per sviluppare un macchina di “riciclo delle banconote” che effettua anche i controlli di contraffazione consentendo ai clienti di depositare e, al tempo stesso, prelevare denaro contante. In Europa, la prima delle suddette macchine è arrivata verso la fine del 2016.

5. I contanti sono un vettore di batter

Viviamo nella beata ignoranza quando si tratta di pensare dove è stato il nostro denaro prima di arrivare nelle nostre mani, ma forse dovremmo pensarci un po'più a fondo. Negli Stati Uniti, su oltre il 90% delle banconote in dollari sono state trovate tracce di batteri, tra cui la salmonella e la E. coli.

Ma in Europa la situazione potrebbe essere migliore. Una recente ricerca dell'Okmeydani Training e Research Hospital di Istanbul ha preso in esame le banconote di tutto il mondo e il modo in cui queste trasmettono i batteri, e ha concluso che le banconote in euro non sono portatrici di batteri.

Perciò la prossima volta che apriamo il portafoglio, dedichiamo un pensiero al percorso che quel pezzo di carta ha fatto prima di pagare il caffè del mattino. La tecnologia a cui è stato sottoposto. I virus che è riuscito a combattere. Ma forse preferiamo non farlo…